| Sul
grande schermo Renato Rascel ha cercato di coprire ruoli differenziati,
non insistendo solamente sul personaggio surreale e lunatico che aveva
avuto successo agli albori della sua carriera. La sua produzione riguarda
in realtà settori antitetici che vedono alternare i suoi ruoli espressamente
comici da quelli più impegnati, in cui si nota lo sforzo di emergere in
qualità di interprete, oltre alla sua maschera buffonesca. Il primo ciclo di film a cui prende parte, iniziando nel 1942 con Pazzo d'amore ha un evidente sapore antologico in cui la derivazione rivistaiola, paragonabile alle quasi contemporanee produzioni di Macario e Totò, viene coordinata dall'intervento di importanti autori dello spettacolo leggero e dell'ambiente letterario umoristico dell'epoca (si pensi a Campanile, Metz e Zavattini): il risultato è comunque una serie di storielle più o meno credibili in cui predomina la drammaturgia d'attore. E Rascel è chiamato a girare molti film che portano il suo nome, rinomato agli occhi del pubblico teatrale, onde si evidenzia un caratteristico criterio di consumo. Dal filone leggero si passa poi all'impegno di certe opere in cui egli veste ruoli drammatici o seriosi, spesso anche solo di contorno. La svolta avviene in questo senso con Il cappotto di Alberto Lattuada (1952) che lo consacra attore a tutti gli effetti in ambito internazionale. E vi riesce anche Mario Soldati nel suo Policarpo ufficiale di scrittura (1959), a riprova di un rapporto consolidato tra comico e regista. Minore fortuna ha l'unica pellicola diretta da Rascel, La passeggiata, costruita su un racconto di Gogol. Il suo approccio col cinema degli anni Sessanta è invece determinato da un costante senso di insoddisfazione che gli impone di rifiutare certe proposte ripetitive, legate ai soliti clichés di comicità medio-bassa, e di considerare l'ipotesi di sceneggiare e dirigere soggetti di sua invenzione. Ma gli impegni in campo teatrale e il rilevante aspetto economico sfociato in disillusi finanziamenti non gli permettono di portare a termine progetti praticamente sicuri, fondamentali anche per la sua crescita di interprete. |
Carosello di varietà |
|
Risate all'italiana |
|
Follie d'estate |
|
Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca |